Musica del Rinascimento per chitarra classica (dal 1536 al 1637)
Nel 1501, a Venezia, l’editore Ottavio Petrucci introduce un innovativo processo tipografico di stampa. La pagina viene stampata in tre tempi: per prima cosa i pentagrammi, quindi le note ed infine il testo e l’impaginazione. Questo nuovo processo rimpiazza le tecniche antiche: copia del manoscritto e stampa a partire da una matrice unica in legno o in metallo. Il ricchissimo repertorio per liuto viene abbondantemente pubblicato.
Nel 1536, cioè un secolo dopo l’apparizione della stampa in Europa, don Luys Milán, gentiluomo legato alla corte del re del Portogallo e delle Isole, pubblica a Valencia, con il titolo “El Maestro”, una raccolta di musiche contenente dei pezzi strumentali per vihuela e delle canzoni con accompagnamento di vihuela. Due anni più tardi, nel 1538, Luys de Narváez pubblica a Valladolid “Los seys libros del Delphin de Musica”, che inaugurano in Spagna l’esercizio delle variazioni su un tema. Nel 1546, “Tres libros de musica para vihuela” di Alonso Mudarra compaiono a Siviglia . Nel terzo libro vengono pubblicati per la prima volta dei piccoli pezzi scritti per la chitarra, allora dotata di 4 corde. Nel corso del XVI secolo verranno pubblicati , principalmente a Parigi, una ventina di libri per chitarra. Nel 1549 Adrian Le Roy si associa a suo cugino Robert Ballard ed insieme fondano un’importante casa editrice beneficiante del necessario privilegio reale. Dal 1551 al 1556, Adrian Le Roy e Robert Ballard pubblicano 5 libri di intavolature di chitarra.
Verso il 1570, il registro grave della chitarra viene aumentato con l’addizione di una quinta corda. Questa addizione di corda, così come il fondo piatto che sarà definitivamente adottato dal 1650, va a qualificare lo strumento con il nome di “chitarra spagnola”.